cammino san carlo

L’Associazione Culturale CAMMINO DI SAN CARLO con sede a Biella, dal 2015 si occupa della tutela e valorizzazione del Cammino di San Carlo, itinerario in dodici tappe da Arona (NO) a Viverone (BI), dove confluisce nella Via Francigena, attraverso uno spettacolare percorso che tocca Sacri Monti di Orta Varallo e Oropa (Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco), decine di santuari, borgate storiche, ecomusei, parchi, percorso ecc. Nelle tre edizioni organizzate del Cammino (2010, 2011 e 2012) più di 700 persone hanno percorso più tappe e decine di loro hanno fatto l’intero itinerario.
Oggi il Cammino di San Carlo è parte fondamentale del progetto “CoEUR, nel cuore dei cammini d’Europa” che intende valorizzare, grazie ai fonti comunitari Interreg IT-CH, un raccordo internazionale tra il Cammino di Santiago svizzero-tedesco e la Via Francigena italiana.
Il Cammino di San Carlo è un percorso storico-artistico-devozionale che ripercorre le orme di San Carlo Borromeo da Arona alla via Francigena nel suo tratto biellese, a Viverone.
È suddiviso in dodici tappe percorribili a piedi per un totale di circa 200 km. Esiste anche la possibilità di percorrere l’itinerario in bicicletta suddividendolo in quattro tappe.
Il percorso nasce da una ricerca fatta sulla presenza di San Carlo nel nord del Piemonte e in particolare nel Biellese. Le ricerche bibliografiche e archivistiche[2] hanno permesso di ricostruire alcuni passaggi del Borromeo in queste vallate, spesso confermate anche dalle numerose dedicazioni tra il 1610, anno di canonizzazione, e il 1640 di chiese, altari e oratori lungo tutto il percorso dell’attuale Cammino.
San Carlo attraversò il nord Piemonte più volte lungo i suoi pellegrinaggi e i suoi viaggi. Ci sono alcuni luoghi che portano le tracce del suo passaggio e di cui abbiamo descrizioni dai suoi carteggi.
Nel 1571, 1578 e 1584 visitò il Sacro Monte di Varallo supervisionandone la costruzione e fermandosi per riposare durante i suoi numerosi viaggi tra Milano e Torino per visitare la Sindone. Nel 1571 il Santo si trattenne presso il Sacro Monte anche per rimettersi dalla febbre malarica che lo debilitava.
Nel settembre 1584 San Carlo fu nel Biellese per visitare un suo parente, il marchese Besso Ferrero Fieschi di Masserano, che era gravemente malato. Dopo aver lasciato Masserano il Santo andò a Vercelli e da lì partì per Torino per visitare la Sacra Sindone. Fu nuovamente a Biella, dove fu ospitato dal conte Alberto Bertodano, il 10 ottobre, quando fu informato che il marchese Besso era morto. Il giorno seguente andò a Masserano per officiarne il funerale. La sera cenò e pernottò al castello di Crevacuore, di proprietà dei marchesi di Masserano, e la mattina dopo partì per Varallo.
Giunse al Sacro Monte il 12 ottobre e si trattenne fino al 29 di quel mese, passando molto tempo tra le cappelle a pregare. Nonostante la febbre terzana che lo affliggeva partì per Ascona, in Svizzera, per firmare un documento e rientrare, poi, a Milano, dove morì il 3 novembre.[3]
Le tappe
1. Tappa: Arona (colosso di San Carlo) – Orta. Unisce il Lago Maggiore con il Lago d’Orta con un piacevole percorso tra i paesi del basso Vergante e l’attraversamento della valle Vevera e della valle Agogna. Verso il Cusio si trovano i percorsi devozionali che salgono al Monte Mesma, sede dell’omonimo convento e della chiesa del Seicento.
2. Tappa: Orta – Varallo. La tappa ripercorre i passi della Peregrinatio, storico cammino devozionale tra i due Sacri Monti, sulle antiche vie di comunicazione tra Valsesia e Cusio.
3. Tappa: Varallo – Guardabosone. Il percorso attraversa la parte centrale della Valsesia, tra Varallo e Borgosesia, e tocca siti di interesse religioso e artistico come la Madonna di Loreto di Varallo e S. Giovanni al Monte di Quarona.
4. Tappa: Guardabosone – Coggiola. Tappa che si svolge tutta in Valsessera in un continuo alternarsi di borghi, boschi, e valli silenziose.
5. Tappa: Coggiola – Brughiera di Trivero. Scenari industriali e verdi paesaggi si alternano in questo tratto che collega tre Santuari: Cavallero, Novareia e Brughiera. In questa tappa si arriva a lambire le propaggini dell’Oasi Zegna, caratterizzata in questo versante dalla conca dei rododendri.
6. Tappa: Brughiera di Trivero – Pettinengo. Si percorre la testata della Valle Strona incontrando borgate, paesi, cascine e morbidi paesaggi.
7. Tappa: Pettinengo – S. Giovanni d’Andorno. Si abbadona la Valle Strona e si entra nella Valle Cervo per concludere il percorso al Santuario Ospizio di San Giovanni d’Andorno.
8. Tappa: S. Giovanni d’Andorno – Santuario di Oropa. Il percorso riprende un tratto del tracciolino, strada ideata da Ermenegildo Zegna e mai realizzata, che collega il Santuario di S. Giovanni con il maggior Santuario mariano delle Alpi.
9. Tappa: Santuario d’Oropa – Sordevolo. Si passa dalla Valle Oropa alla Valle Elvo, entrando nel Parco Burcina e raggiungendo il paese di Sordevolo, sede della rappresentazione di teatro popolare della Passione di Cristo.
10. Tappa: Sordevolo – Santuario di Graglia. In questo tratto si incontrano due cellule dell’Ecomuseo del Biellese (Trappa di Sordevolo e Borgata Bagneri), per poi raggiungere il Santuario di Graglia.
11. Tappa: Graglia – Chiaverano. Il percorso entra per un breve tratto nel Canavese, superando la Serra d’Ivrea verso Chiaverano e S. Stefano di Sessano.
12. Tappa: Chiaverano – Viverone. Tappa di congiungimento tra il Cammino di San Carlo e la via Francigena che tocca il paese di Magnano con il suo ricetto, la chiesa di S. Secondo e il monastero di Bose.

Le tappe offrono ai camminatori la possibilità di conoscere e visitare luoghi di straordinario interesse storico, religioso, artistico e naturalistico (Santuari, chiese, affreschi, parchi, ecomusei e altri punti di interesse turistico) compresi nella fascia prealpina del Piemonte nord orientale, tra il Lago Maggiore e la Via Francigena, attraverso le province di Novara, Verbania, Vercelli, Biella e Torino.

Cammino di San Carlo Tappa 7: Pettinengo – San Giovanni d’Andorno
difficoltà: E
quota partenza (m): 650
dislivello salita totale (m): 600
località partenza: Pettinengo (Pettinengo , BI )
descrizione itinerario:
Una delle più lunghe anche se con pochi dislivelli e un continuo alternarsi di paesaggi e borghi. Si parte da Pettinengo nei pressi dell’ingresso alla Villa Piazzo. Si prosegue sulla strada per Selve Marcone.
Superato il bivio per Vaglio si prende un sentiero nel bosco che conduce ad Andorno. Merita una deviazione di ca 30 m. a/r per l’Oratorio di Santa Maria degli Eremiti. Ritornati sui ns passi e superato un ponte si arriva a Locato Superiore e si prosegue per Tavigliano con la sua grandiosa Chiesa Parrocchiale.
Seguendo la strada per la Sella si raggiungono le case di Usciso e superate le case di Penno all’altezza di un tornante poco sotto le case Falletti si prende una sterrata chiusa da una sbarrra elettrica. Si prosegue in salita fino ad una casa ristrutturata dove si lascia la strada che sale alla Panoramica Zegna per un’altra che prosegue in piano, ma che si lascia subito per un sentiero che porta alle baite di Naulito con affresco.
Si prosegue su una pista che porta in breve a Rialmosso. Da questo punto si segue per ca 4 km. una strada asfaltata quasi in piano che raggiunge Quittengo, dopo aver superato Vialla piatti a Roreto che ospitò Edmondo De Amicis.
Proseguendo in leggera discesa si arriva a Campiglia Cervo. Si attraversa il ponte e si sale alla frazione Oretto Superiore e su bella mulattiera si arriva al Santuario d’Andorno.
Cammino di San Carlo Tappa 8: S.Giovanni d’Andorno – Oropa
difficoltà:
quota partenza (m): 800
dislivello salita totale (m): 200
località partenza: Santuario di San Giovanni d’Andorno (Campiglia Cervo , BI )
descrizione itinerario:
Si tratta della tappa più corta e facile del Cammino di San Carlo, ma con panorami magnifici.
Dal Santuario di S. Giovanni d’Andorno si prosegue per circa 900 m sulla strada asfaltata che porta alla Galleria Rosazza e ad Oropa.
All’altezza del primo tornante a destra si passa davanti alla casa Gamma e si prende il sentiero E1 che ben segnato e quasi tutto in piano ci porta fino al Santuario d’Oropa passando sotto le pendici del Monte Cucco e nell’ultimo tratto lungo la famosa “passeggiata dei preti”.